Quest’idea nasce dalla volontà di rendere accessibile a più persone possibili una personalizzazione che purtroppo ad oggi risulta essere estremamente onerosa.
Da amputata ho vissuto in prima persona le difficoltà dovute alle spese da affrontare solo per poter usufruire di una protesi che sia più fruibile rispetto a quella basica che lo Stato ti assegna gratuitamente, e che la legge definisce “dignitosa” ossia - per dirla com’è - una gamba di legno!
E si consideri che la mia spesa è relativa solo ad un arto!
Ho avuto modo negli anni di conoscere tante persone meravigliose che, ahimè, si sono dovute rassegnare all’utilizzo di una protesi esteticamente anonima, essenziale, le ho ascoltate mentre mi raccontavano il loro disagio nel mostrarla, durante una semplice passeggiata in pantaloncini corti o nell’indossare una maglietta a maniche corte.
Non mi sembrava giusto.
E rendendomi conto che potevo riuscire a personalizzarle, mi sono promessa che con la mia arte avrei potuto aiutare il prossimo.